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Nel ricordo di Cosimo Moccia, lo scambio fra la nostra scuola e l’Istituto Comprensivo “Andreuzzi” della cittadina friulana di Meduno

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Il primo atto del gemellaggio fra Manduria e Tramonti di Sotto, nel nome e nel ricordo dell’eroe partigiano Cosimo Moccia (che perse la vita nel centro friulano), è il legame che sta nascendo fra due istituzioni scolastiche: l’Istituto Comprensivo “Francesco Prudenzano” di Manduria e l’Istituto Comprensivo “Andreuzzi” di Meduno, quest’ultima scuola frequentata dai ragazzi di Tramonti di Sotto.

Un alunno della nostra scuola, Alessandro Dimagli, ha scritto una lettera ai suoi coetanei friulani, che è stata letta recentemente da una studentessa di Tramonti di Sotto alla presenza del presidente della sezione Anpi di Manduria, Salvatore Fanuli.

Di seguito il testo della lettera, con la speranza che il gemellaggio fra i due centri si concretizzi in atti ufficiali da parte dei due Comuni.

 

«Carissimi Tramontini,

Inizio questo messaggio dicendovi “GRAZIE”.

Vi dico grazie, e credo di parlare anche a nome dei miei concittadini, per aver ricordato, per oltre 70 anni dopo la sua morte Cosimo Moccia, nostro concittadino morto per la Patria a soli 22 anni. Lui svolgeva il ruolo di “Marconista”, ovvero si occupava delle telecomunicazioni, presso la Brigata “Osoppo”. Quando i nazifascisti arrivarono e lo catturarono insieme ai suoi 9 compagni, inizialmente venne scartato dalla fucilazione ma torturato, per costringerlo a rivelare i segreti delle altre postazioni partigiane. Lui non rivelò ciò di cui era a conoscenza, e chiese di fare la stessa fine dei suoi compagni, ovvero essere fucilato. Si racconta che le sue ultime parole furono: “Io muoio per dio e per l’Italia”.

Egli fu fucilato dietro il muro del Cimitero del vostro Comune, e voi, sempre lì, lo avete commemorato insieme ai suoi compagni. Noi, qui a Manduria, abbiamo dimenticato per tutto questo tempo questo nostro “Eroe”. Abbiamo dimenticato per tanto, troppo tempo di essere concittadini di un Partigiano, morto per noi.

Io credo, e penso di parlare anche a nome degli altri Manduriani, che sia stato davvero grave, da parte nostra, non ricordare dovutamente qualcuno che è morto per la Patria e per garantirci una vita come la viviamo oggi. Da parte vostra, invece, deve essere un orgoglio quello di avere celebrato e ricordato, per così tanti anni, degli Eroi, morti per la Patria e per noi.

Credo sia una fortuna che finalmente, nel mio Comune si stia riscoprendo la memoria di quest’Eroe, nostro concittadino, dimenticato da tempo.

Credo sia giusto onorare con ogni mezzo chi si è sacrificato per noi.

E penso di parlare anche a nome dei miei concittadini se dico che il legame che sta nascendo tra i nostri due Comuni, non è solo simbolico, ma è soprattutto in ammirazione di una persona che si è battuta fino alla fine della sua vita per la nostra libertà, e della nostra Patria.

Spero che il legame che sta nascendo tra i nostri Comuni duri per tanto tempo, come spero duri per tanto tempo ciò per cui hanno combattuto i nostri Partigiani, tra cui Cosimo Moccia, ovvero per la nostra Patria, la nostra Libertà, i nostri Diritti e una vita che noi definiamo “normale”, dimenticando i sacrifici che sono stati fatti per  acquistarla.

E, con la Speranza che non si ritorni alla situazione degli Anni ’40, cosa che purtroppo molti “segnali” ci preannunciano, vi lascio con una frase dell’on. Sandro Pertini, Presidente della Repubblica Italiana dal 1978 al 1985: “È meglio la peggiore delle democrazie che la migliore delle dittature”.

 

Con la speranza di avervi regalato qualche minuto di riflessione,

Cordiali Saluti

Dimagli Alessandro

Classe II D - Istituto comprensivo “F. Prudenzano”.

Un'alunna della scuola di Meduno legge al pubblico la lettera di Alessandro Dimagli